martedì 30 giugno 2015

COMUNICATO STAMPA - Piano Sfalci, quanta disorganizzazione!

“E’ stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale la mozione presentata dai consiglieri Zaccarin e Marcato con la quale si impegna il Sindaco a mettere in atto misure idonee e funzionali ad un miglior coordinamento tra gli uffici.
La mozione ha preso spunto dal ritardo con cui è stato avviato il piano degli sfalci dell’erba nel corso del 2015 che non pochi problemi ha creato nella fruibilità dei parchi pubblici.
Con l’approvazione della mozione il Consiglio riconosce l’esigenza di un maggior raccordo tra i diversi uffici in carenza del quale possono crearsi altri problemi nell’erogazione dei servizi ai miresi.
Sullo sfondo, l’efficacia dell’organizzazione varata l’anno scorso da questa amministrazione che presenta molteplici criticità nel suo funzionamento.”


Fabio Zaccarin Gruppo Misto
Roberto Marcato Noi per Mira

sabato 30 maggio 2015

il TUO voto vale SEMPRE

In questi giorni di pre-voto, ho discusso molto con molti, sull'importanza di esprimersi alle elezioni. Ma è un dato di fatto che l'astensione stia diventando ormai molto consistente. I motivi di chi non vota sono molteplici e molti comprensibili. Ma non per questo condivisibili nella conseguenza: il non voto appunto. Dire non voto perché sono deluso, o sono tutti uguali, fanno tutti schifo, tanto non serve a niente, è il modo migliore di fare un favore alla cattiva politica, meno votano, meno s'impegnano, più si facilita la vita ai mediocri, ai cialtroni, ai maneggioni, che così possono ancor meglio manovrare il consenso a proprio favore. Favorisce gli estremisti, quelli che coltivano nicchie d'odio, motivandole, se votano in meno, meno voti contano di più. E c'è chi in questo sguazza. Prima del fascismo in Italia, c'era sfiducia nella politica, vista come inetta e corrotta, movimenti populisti nazionalisti che vedevano nella guerra "l'igiene del mondo" e personaggi di "spettaccolo" che arringavano le folle contro le istituzioni (all'epoca era D'annunzio - oggi...), così quando arrivò chi disse che la democrazia e le sue forme non servivano più, fu salutato come un liberatore. E sappiamo come finì. Oggi la situazione non è così diversa, ma più subdola. All'orizzonte non c'è certo nessun uomo dal balcone, ma gruppi di potere e oligarchie che nello scredito della democrazia, nell'abbandono dei cittadini delle sue istituzioni, ci stanno investendo, usando molti strumenti, favoriti anche dalla grettezza di buona parte della classe politica. E' un processo iniziato da qualche anno, per qualcuno dal triste 1992, ma che sta raggiungendo il suo parossismo.
Se non vogliamo trovarci in una democrazia di facciata, dobbiamo fare la fatica d'informarci, di farci un'opinione e di esprimerla nel voto. Non lasciarci irretire da chi blandisce la nostra pancia o la nostra rabbia, da chi parla per frasi fatte, di chi si trincera in un vuoto assemblearismo e non sa prendere decisioni. Certo spesso chi fa discorsi complessi o franchi ci annoia  e indispettisce, così come chi cerca di mettere in pratica le proprie convinzioni, ma sono quelli che ci servono. Se sono malato non cerco da un medico che mi dia un'aspirina e mi rassicuri, ne voglio uno che mi dica le cose come stanno e mi dia la cura giusta, anche se dolorosa. Ecco perché anche alle elezioni non cerchiamo i pifferai, ma i competenti.
Sarò prosaico, ma quando uno ti dice vota col cuore, in realtà spera tu voti con la pancia, e fatalmente si finisce a votare... coi piedi!
Quando si vota, si vota con la testa. L'astensione non è un segnale, è solo regalare il peso del tuo voto a qualcun altro.

giovedì 9 aprile 2015

sicurezza, equità e propaganda

Salve a tutti. Rieccomi. No non temete non è l'inizio del processo della mia riesumazione politica, sto bene dove sto, nel mio oltretomba dalla politica attiva, ci vorrebbe qualcuno da Nazareth o giù di lì per resuscitarmi. Non siate, dunque, inquieti. Voglio solo condividere un pensiero, che nasce da alcuni fatti di cronaca politica nazionale, ma che ha ricadute evidenti nel nostro vissuto locale quotidiano. 
Mi riferisco alle esternazioni del ruspante Salvini, caporione della Lega Nord, in tema di ROM. Sostanzialmente ha dichiarato di voler abbattere i campi nomadi in Italia, e di pretendere che questi inizino a uniformarsi alla legge italiana, smettendo le loro attività delinquenziali. Ovviamente l'ha detto a modo suo, assai poco pacato, molto populisticamente e tra il truce e il triviale.  Ovviamente, sopratutto da sinistra, o presunta tale, si sono levati cori indignati, bollando il Salvini di populismo xenofobo troglodita, condendo il tutto con pietismo verso i nomadi in generale. Il problema, però, c'è, e Salvini, pur discutibilmente lo fa suo e fa suo il sentimento di malessere vero di tanta parte degli Italiani, sopratutto delle fasce economicamente, socialmente ed anche culturalmente più deboli, quelle di cui, un tempo, la Sinistra si poneva il problema di emancipare e di rappresentare e che, invece ha progressivamente, ben prima del renzismo (cui non possiamo dare anche questa colpa), lasciato a se stesse, preda ora del leghismo becero o meno, di destrorsi vari, della grande illusione berlusconiana, di pulsioni fascisteggianti e buon ultimo del grillismo - cui non so affiancare un aggettivo dispregiativo, ritenendo il termine "grillismo" sufficiente a qualificare la bassa opinione che ho di quest'ultimo fenomeno. La Sinistra di salotto più che di lotta, obliata da un ipocrita perbenismo, il problema di aver perso questa parte d'Italiani sembra non porselo, ma sopratutto sembra non porsi il problema di comprenderne i problemi. O così pare a me, ascoltando la Boldrini e qualche altro triste figuro. Anche nel nostro piccolo che ci sia un problema "sicurezza" reale o percepito è, comunque, evidente. 10 anni fa, durante una campagna elettorale, con i compagni di avventura di allora, facemmo un sondaggio tra i miresi chiedendo le loro priorità, la sicurezza fu la prima risposta della stragrande maggioranza. Oggi, nostri cittadini si autorganizzano in gruppi di presidio del territorio.
Che spesso la criminalità sia connessa all'immigrazione straniera, non è negabile, è ovvio che in un contesto di crisi le fasce deboli e anche chi viene in un paese e ne viene marginalizzato è fascia debole, più facilmente cadrà nel giro della criminalità organizzata o meno, vale per tutti. E' vero anche, però, che c'è chi qui ci viene apposta a delinquere, ed è vero anche che la microcriminalità è spesso legata ai gruppi nomadi. Or bene se l'assioma nomade=delinquente è da rigettare, perché vorrebbe dire categorizzare dei gruppi umani, è anche vero che statisticamente in seno a questi gruppi (che d'altronde non hanno fissa dimora, ne occupazione, sono refrattari- per essere teneri - ai processi di loro stabilizzazione, che pure ci sono stati e sono costati non poco al contribuente) il fenomeno di attività micro (e macro) criminale non è affatto secondario e, ritengo, non adeguatamente gestito.
E tale problema non può che essere affrontato con la prevenzione (eliminare le cause) e con la repressione (perseguire chi delinque). La prevenzione, tramite l'obbligo di scolarizzazione, di inserimento al lavoro, di rispetto delle regole fiscali etc etc,  deve rendere parte attiva della nostra società tali gruppi, e ciò deve essere preteso (ossia vuoi i diritti - protezione, sanità...DEVI contribuire anche TU),  la repressione deve vedere la certezza di punizione dei reati, per essere vero deterrente, la percezione che per questi reati ci sia una sorta di impunità per certi gruppi, giusta o sbagliata che sia c'è, talvolta le pieghe della nostra giurisprudenza creano queste sacche, dove davvero chi ci si sa muovere crea delle zone franche. E a quel punto appare che le regole valgano solo per alcuni (gli sfigati) e non per altri (i furbi).
Se poi questo si trasforma in uno stranieri contro italiani, abbiamo creato il terreno fertile per xenofobi vari. Affinché certe idee grigie non attecchiscano, ci vogliono regole certe e chiare, rigore e buon senso nell'applicarle, Insomma uno Stato che funzioni. davvero. Sin dalla dimensione Comunale.

mercoledì 4 febbraio 2015

Claut e i quattro pioppi




MIRA L’ha presentata l’ex-sindaco Marcato: «Tradisce il suo ruolo istituzionale»
Mozione di sfiducia contro l’assessore Claut

Luisa Giantin

MIRA - Mozione di sfiducia verso l'assessore ai Lavori pubblici Luciano Claut "per inaffidabilità istituzionale". A presentarla al presidente del Consiglio comunale è stato il capogruppo della civica "Noi per Mira" Roberto Marcato, ex-sindaco, che conta di ricevere il sostegno anche da altri consiglieri. L’iniziativa nasce dalle dichiarazioni dell'assessore durante uno dei consueti incontri con la cittadinanza a Mira Vecchia, relative al progetto della rotatoria su via Molinella all'incrocio con la Regionale 11, che metterebbe in sicurezza un tratto particolarmente pericoloso, e l'abbattimento di alcuni pioppi lungo il naviglio.
«L'assessore Claut - osserva Marcato – in consiglio, rispondendo a una interpellanza, aveva detto che ’per quanto riguarda l'incrocio di via Molinella, la variante di Veneto Strade non prevedeva una rotatoria’; poi però a metà gennaio nell'incontro di Mira Vecchia egli ha rimarcato che ’in via Molinella volevano fare una rotatoria, anche un po’ bruttina, che avrebbe comportato l'abbattimento di quattro pioppi e noi ci siamo opposti, salvando gli alberi’». Secondo l'ex sindaco, Claut avrebbe palesemente mentito nonostante il suo ruolo istituzionale all’assemblea, «dando prova di scarsa responsabilità amministrativa,privilegiando la difesa di alcuni pioppi rispetto alla sicurezza dei cittadini».
La mozione, destinata probabilmente ad essere rigettata dalla maggioranza, rappresenta un monito per l'assessore Claut e non solo. «Un monito - spiega Marcato - contro la faciloneria che caratterizza questa amministrazione nel dare le informazioni. Non si tratta di censurare le opinioni, che sono legittime anche se non condivisibili, ma di mancato rispetto verso i consiglieri e di scelte che incidono sulla gente. Un altro esempio è l'insistenza con cui il sindaco descrive il quadro debitorio del Comune, dipinto come un fardello insopportabile ereditato: in realtà se oggi abbiamo scuole, teatro, strade, marciapiedi e quant'altro, è grazie agli investimenti fatti, ovviamente con i mutui».

martedì 3 febbraio 2015

Mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Luciano Claut



Ieri il consigliere Marcato ha presentaato la seguente mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Luciano Claut, per manifesta inaffidabilità istituzionale. Ecco il testo:


Consiglio Comunale giovedì 05 febbraio 2015 alle ore 20.00



Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria in seduta pubblica di 1a convocazione, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno: giovedì 05 febbraio 2015 alle ore 20.00 per la trattazione dei seguenti argomenti:
1 Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
2 Comunicazioni del Sindaco.
3 Interpellanza scheda P.R.U.S.S.T. n. 52 - richiesta di chiarimenti - Esito delle verifiche, prot.. 45587 del 09/12/2014 - Consigliere M. Barberini.
4 Interpellanza su Sicurezza a Mira ed episodi di microcriminalità. Stato dell’arte - prot. 2741 del a firma del 27/01/2015 - Consigliere F. Zaccarin.
5 Surrogazione del Consigliere Comunale Paolino D’Anna.