mercoledì 21 novembre 2012

Convocazione Consiglio Comunale di Mira




Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno martedì 27 novembre 2012 alle ore 19.00 per la trattazione dei seguenti argomenti:

1 Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
2 Comunicazioni del Sindaco.
3 “Interpellanza raccolta differenziata dei rifiuti" pervenuta in data 29.08.2012 (prot. com. 25650) a firma dei Consiglieri Comunali Maurizio Barberini, Renato Martin, Fabio Zaccarin, Gabriele Bolzoni, Vilma Minotto, Francesco Sacco, Alessio Bonetto.
4 “Interrogazione urgente su avvio anno scolastico 2012 — 2013" pervenuta in data 31.08.2012 (prot. com. 25918) a firma del Consigliere Comunale Alessio Bonetto.
5 Interpellanza su " progetti di pubblica utilità" e "utilità sociale" pervenuta in data 03.09.2012 (prot. com. 26040) a firma del Consigliere Comunale Fabio Zaccarin.
6 Interpellanza relativa a "Realizzazione nuovo canile-rifugio centro benessere Animali a Mira" pervenuta in data 03/10/2012 (prot. com. 29586) a firma del Consigliere Comunale Mattia Donadel.
7 "Interrogazione per acquisire cassa di colmata D/E e adibirla a giardino Botanico" pervenuta in data 03/10/2012 (prot. com. 29672) a firma dei Consiglieri Comunali Vilma Minotto, Fabio Zaccarin, Francesco Sacco, Renato Martin, Maurizio Barberini, Gabriele Bolzoni, Alessio Bonetto, Mattia Donadel, Paolino D'Anna.
8 Interpellanza su "messa in sicurezza" tratto di Via Caltana, pervenuta in data 05/10/2012 (prot. com. 30020) a firma del Consigliere Comunale Fabio Zaccarin.
9 Mozione: Acqua Bene Comune, campagne "il mio voto va rispettato" e " ICE -Acqua Bene Comune" pervenuta in data 19/10/2012(prot. Com. 31853) a firma del Consigliere Mattia Donadel.
10 “Interpellanza relativa ai lavori di adeguamento della SR 11 nei comuni di Mira" e Venezia pervenuta in data 09/11/2012 (prot. com. 34006) a firma del Consigliere Comunale Mattia Donadel.
11 3a variazione al Bilancio di previsione per l'esercizio 2012 - Assestamento Generale.
12 Prima modifica al "Programma triennale delle opere pubbliche 2012/2014", all’"Elenco annuale 2012" e agli ulteriori investimenti 2012/2014".
13 Estinzione anticipata mutui Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.
14 Proposta di deliberazione di iniziativa consiliare avente per oggetto: "Eliminazione/riduzione dei gettoni di
14 presenza alle sedute del Consiglio e delle Commissioni consiliari" pervenuta in data 29/10/2012 (prot. 32780) a firma dei Consiglieri Paolino D'Anna, Alessio Bonetto, Francesco Sacco, Gabriele Bolzoni e Vilma Minotto.
15 Aggiornamento normativa del Regolamento Comunale per la disciplina delle attività di barbiere, acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing.
16 Riconoscimento debito fuori bilancio derivante da Sentenza Giudice dì Pace di Dolo n. 7012012.
17 Modifica capo Il del vigente Regolamento Edilizio, art.li 3-4-5 relativi alla Commissione locale per il Paesaggio.
18 Piano di recupero denominato -Area Centrale di Mira Taglio- Approvazione modifica dello schema di convenzione.

martedì 20 novembre 2012

Città Metropolitana Il Consiglio Comunale di Padova decide

 

A Padova e a Venezia si lavora per organizzare la Città Metropolitana

A Mira e negli altri comuni della Riviera del Brenta si dorme!


Almeno lavorassero per costruire la Città della Riviera!

 

Il Corriere del Veneto

 LA FUTURA VE-PA

Sì all'unione con Venezia
Bocciato il referendum

Il consiglio comunale dà l'ok all'adesione alla Città metropolitana. Zanonato: avanti rapidi. Respinta la richiesta del centrodestra di sentire i cittadini

PADOVA - Tutto in soli 22 giorni. Prima, lo scorso 29 ottobre, la mozione approvata in consiglio comunale. Poi, una settimana fa, la delibera ratificata in giunta. Quindi, ieri sera, la stessa delibera discussa e votata nel «parlamentino» di Palazzo Moroni. Ventidue favorevoli e 11 contrari (con i medesimi numeri, ma a parti invertite, è stata invece bocciata la proposta di referendum tra i cittadini): Padova chiede ufficialmente al governo di entrare nella Città metropolitana di Venezia. Anzi, come si legge nel documento steso dal vicesindaco Ivo Rossi (Pd) e condiviso dalla maggioranza dell’aula, «di aderire alla Provincia di Venezia e alla conseguente trasformazione della stessa in Città metropolitana di Venezia».
Un modo, insomma, per rigettare il disegno dell’esecutivo Monti, che avrebbe disposto l’unione della provincia di Padova con quella di Treviso. Il confronto, che ormai da oltre un mese pare aver monopolizzato il dibattito politico all’ombra del Santo e non solo, dura poco più di tre ore. Molto meno rispetto alle previsioni, ma soltanto perché (d’accordo Pd, Idv, Lista Zanonato e Sel) la sinistra opta per il «contingentamento » degli interventi e così, ai vari gruppi consiliari, vengono concessi non più di 180 minuti totali. Il primo a prendere la parola è il sindaco Flavio Zanonato (Pd), che ammette subito comeil tempo per decidere sia effettivamente poco: «E’ vero. Il decreto che, per ora, stabilisce l’accorpamento della provincia di Padova con quella di Treviso, datato 5 novembre, deve essere trasformato in legge entro 60 giorni. Dunque - sottolinea Zanonato, reduce da diversi incontri con il collega lagunare Giorgio Orsoni e il ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi - non abbiamo ancora molto tempo per provare a cambiare le cose, domandando di aderire alla Città metropolitana di Venezia. E’ vero, lo ripeto: dobbiamo fare abbastanza in fretta.
Ma è altrettanto vero che, dalle nostre parti, si discute invano di questi argomenti da quasi 40 anni. Mi riferisco sia alla VePa che alla PaTreVe. Addirittura, nel 2001, gli allora sindaci di Padova, Treviso e Venezia (Giustina Destro, Giancarlo Gentilini e Paolo Costa, ndr) annunciarono in pompa magna di aver raggiunto un accordo trasversale. Poi però tutto finì nel nulla. Adesso invece - dice ancora il sindaco - il tempo dei dibattiti e dei convegni è finito. Bisogna fare una scelta: provare ad andare con Venezia, che a prescindere sarà comunque Città metropolitana dal primo gennaio 2014, e giocare un ruolo da protagonisti in un’area che già esiste dal punto di vista geografico, economico, sociale e culturale; oppure - conclude Zanonato - fonderci con Treviso e formare una provincia con poteri ridotti rispetto a quelli attuali ». Dai banchi dell’opposizione (Pdl, Lega, Udc e Lista Marin), tanti rilanciano la proposta di un referendum consultivo: «Non posso pensare che il sindaco abbia paura di ascoltare il parere dei padovani - attacca Marco Marin (Pdl) - O, forse, avete proprio il timore che la stragrande maggioranza dei cittadini preferisca che Padova resti la capitale del Nordest piuttosto che venga inglobata da Venezia?
E, a proposito, lo sapete che a Venezia i servizi pubblici costano praticamente il doppio rispetto a Padova? E che la futura Città metropolitana di Venezia, cioè l’attuale Provincia di Venezia, ha debiti per 528 milioni di euro?». Tra il pubblico, ci sono anche il deputato leghista ed ex sindaco di Cittadella Massimo Bitonci e il segretario provinciale del Carroccio Roberto Marcato: «Che fine faranno gli altri 103 comuni padovani? - chiede il consigliere padano Mario Venuleo - E’ vero che, all’ultima conta, soltanto 15 si sono detti favorevoli a passare con Venezia? E tutti gli altri?». Un interrogativo cui, al momento, non è possibile rispondere.

Davide D’Attino

Il Gazzettino

Nuove province, il Consiglio smentisce
il governo: vogliamo stare con Venezia

Approvato il passaggio alla città metropolitana: 22 favorevoli
e 11 contrari. Bocciato referendum proposto dal centrodestra


 

PADOVA - Padova ha detto sì: ieri sera il Consiglio comunale ha approvato la delibera con cui la città chiede ufficialmente di entrare a far parte della Città metropolitana di Venezia. Il via libera è stato sancito dalla maggioranza di centro sinistra con 22 voti favorevoli, 11 contrari e due "non votanti".

Stop, invece, al referendum sostenuto dal centrodestra (11 i sì, 22 i no, un non votante), che però, come ha annunciato il segretario cittadino del Pdl Marco Marin, organizzerà ugualmente nei prossimi giorni una consultazione autogestita. Per il sindaco Flavio Zanonato si tratta invece di "una grande opportunità". Ma è stato un consiglio comunale-fiume, finito a tarda ora anche se già dal pomeriggio si cominciava a defilare il risultato.

«L'idea - ha ricordato il primo cittadino - era nata trent’anni fa e 11 anni fa gli allora sindaci Giustina Destro, Paolo Costa e Giancarlo Gentilini avevano firmato un accordo per far nascere la Pa.Tre.Ve. Di fatto la Città Metropolitana già esiste: si tratta di un’area vasta e confinante, legata da rapporti economici, culturali e da sistemi di mobilità che si influenzano a vicenda».

E un giudizio sull’opposizione Zanonato lo lancia via Twitter e lo riserva al segretario cittadino del Pdl Marco Marin che nel suo intervento aveva messo a confronto i dati della Provincia di Treviso con quelli di Venezia. «Marin con numeri insignificanti, non sa di cosa si sta parlando. Crede che sia meglio andare con Treviso perché diventiamo capoluogo». Marin che ha comunque insistito nel voler continuare la consultazione popolare.

Il percorso che potrebbe portare ad una città metropolitana allargata ha subito un’accelerata negli ultimi mesi. Il 6 luglio è stato varato il decreto che istituisce le città metropolitane e sopprime le province del relativo territorio".

In Veneto si salvano Verona, Vicenza e Venezia in quanto città metropolitana (entra in funzione dal primo gennaio 2014). Saltano le altre. Gli Enti locali hanno tempo fino al 31 ottobre per inviare a Roma richieste di modifica. Ma entra in gioco il consiglio regionale che decide di chiedere che venga lasciato tutto così com’è: restano le province di Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Belluno e Rovigo, oltre naturalmente a Venezia trasformata in città metropolitana.

Il Comune di Padova annuncia di aderire alla Città metropolitana di Venezia. Altri tre Comuni la seguono: Cadoneghe, Abano e Montegrotto Terme. Nei giorni seguenti i consigli comunali votano a favore del passaggio alla "Grande Venezia". Idem Rubano, Villanova, Massanzango, Trebaseleghe. Anche Treviso si dirà favorevole ad un percorso a tre verso la PaTreVe, progetto risalente agli anni ’90. A questo punto mancava solo il capoluogo.

Ma i giochi non sono ancora fermi. Il governo rende note le sue decisioni: il Veneto passa da 7 a 5 province: restano solo Vicenza, che rispettava i parametri, e Belluno, salvata per la sua "specificità"; la provincia di Treviso viene accorpata con Padova e Rovigo con Verona; poi c’è la città metropolitana di Venezia. Il ministro Patroni Griffi però fa sapere: «Se dal territorio verranno proposte differenti o nuove, proposte condivise dalle istituzioni locali e soprattutto che sappiano guadagnarsi la maggioranza parlamentare, il governo non ha alcuna preclusione». Ieri (forse) l’ultimo atto. (r.n.e.)
Martedì 20 Novembre 2012 

giovedì 15 novembre 2012

Questo servirebbe molto più dell'Idrovia

  per ridurre il rischio idraulico anche nella bassa padovana....

Raccolta firme per il bacino di laminazione anti alluvione a Caldogno

È possibile sottoscrivere la lettera-petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri.

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BACINO DI LAMINAZIONE ANTI ALLUVIONE A CALDOGNO
SERVONO PROCEDURE D'URGENZA

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,
Signor Presidente della Regione Veneto
,
dopo la devastante alluvione causata dal fiume Bacchiglione l’1 novembre 2010 che ha sommerso di fango e acqua il territorio veneto danneggiando migliaia di persone e bloccando centinaia di aziende in particolare nei territori del Comune di Vicenza e del Comune di Caldogno, dopo l’esondazione sfiorata del 23 dicembre 2010, domenica 11 novembre 2012 un’altra volta i cittadini che vivono nei territori attraversati dal fiume hanno rischiato una nuova alluvione. E’ stata scongiurata un’esondazione piena ma si sono registrati ampi allagamenti in alcune aree del territorio e nuovi danni.
Per scongiurare il rischio di una nuova alluvione è assolutamente necessario che venga realizzato il bacino di laminazione nel Comune di Caldogno che a unanime parere di tutti gli esperti (Regione Veneto, Protezione civile e Genio civile) è l’unica opera in grado di superare lo stato di emergenza permanente con cui sono costretti a convivere i cittadini di un ampio territorio che non comprende solo i Comuni di Vicenza e di Caldogno, ma anche tutti coloro che si trovano a valle fino allo sbocco sul mare del fiume.
Il bacino di laminazione risulta già progettato dalla Regione Veneto e integralmente finanziato. E’ notizia di pochi giorni fa che la Corte dei Conti ha autorizzato gli stanziamenti per realizzare l’opera al commissario straordinario di Governo per il superamento dell’emergenza alluvione, il Prefetto di Verona Perla Stancari, che conclude il suo mandato il prossimo 30 novembre.
In attesa di una risoluzione della trattativa sugli indennizzi tra i proprietari dei terreni e la Regione, che ci auguriamo si concluda al più presto, facciamo presente al Governo la nostra enorme preoccupazione per la tempistica di realizzazione dell’opera che, con procedure ordinarie, prevede anni di attesa e impone ai cittadini di un ampio territorio di vivere nell'incubo dell'alluvione.
Per fare in modo che il bacino di laminazione venga realizzato nei tempi più stretti possibili, chiediamo al Governo il conferimento al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, di poteri commissariali speciali, con poteri di deroga alle procedure per esproprio, appalto e attuazione delle opere, finalizzati specificatamente alla realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, come avvenuto per altre infrastrutture di vitale importanza per l’Italia. In questa eventualità ricordiamo che è stata già dichiarata dai sindaci dei Comuni di Vicenza e di Caldogno la disponibilità ad assumere un ruolo di sub commissari a supporto dell’azione del commissario Zaia in virtù della profonda conoscenza dei problemi del territorio e delle esigenze delle comunità che sono di grande importanza per velocizzare l’iter.
Signor Presidente, non possiamo più aspettare. Dalla realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno dipendono il futuro di un intero territorio e la vita di tutte le persone che ci abitano e ci lavorano.
Firme:
Sindaco di Vicenza, Achille Variati
Sindaco di Caldogno, Marcello Vezzaro
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mercoledì 7 novembre 2012

nemo profeta in patria...

E proprio il caso di dirlo che non siamo profeti in patria, ma fuori, molti fatti ci danno ragione.
Ricordate in campagna elettorale,quando proponevamo di promuovere un accordo Comune-Regione, per la possibile di avere in gestione le stazioni di Mira Buse e Marano, sottraendole all'abbandono e facendone centri di socialità che le nostre vivaci associazioni comunali sicuramente saprebbero trasformare in luoghi vivi e vitali? Lo abbiamo rilanciato anche durante la discussione in Consiglio sulle linee di mandato. La cosa non è stata granché badata. Oggi leggiamo che Vittorio Veneto ha avuto la nostra stessa idea (per una sua stazione ovvio) e l'ha portata a compimento (per i dettagli si legga qui http://www.renatochisso.it/index.php/2012/11/05/alla-comunita-di-vittorio-veneto-parte-della-stazione-ferroviaria-firmato-il-contratto-di-comodato-duso/). Lo abbiamo segnalato al Sindaco di Mira, sperando che stavolta capisca l'opportunità e promuova un accordo simile anche per Mira.

E poi sulla città metropolitana.... noi abbiamo sempre parlato di sfida, opportunità, occasione, il M5S di Mira ha risposto, come la Lega locale, con una chiusura ideologica, campanilistica, settaria, con una sorta di antivenezianità che non ci appartiene. Ebbene, intanto Verona cerca di creare con Vicenza una sua area metropolitana, capendo che, da domani,  è meglio essere metropolitani che provinciali, mentre Padova  e i suoi comuni circostanti e pure la Padana Treviso, rilanciano l'allargamento della città metropolitana, andando a rilanciare con forza la trentennale idea della PaTreVe, prendendo atto che la città metropolitana c'è già, ma senza governo e che stare in questo contenitore è un'opportunità, da costruire, certo, ma sempre opportunità. Questo ha, ovviamente, spiazzato quei comuni che hanno ben pensato di "fuggire altrove", rivelando la piccineria della loro classe di governo e, ancor più, dimostrato la scarsa lungimiranza di chi ha detto dei no velleitari e ipocriti. 

Infine, ricordate il nostro ragionamento sulla necessità di superare la frammentazione rivierasca per costruire un soggetto comunale più forte, che con economie di scala sappia offrire un governo vero a questo territorio, rilanciarne le potenzialità, garantire servizi? Orbene, mentre qui si cincischia, in Polesine di fa, sovvertendo gli stereotipi sull'indolenza "meridionale". Un po' di comuni, Costa di Rovigo, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine, Arquà Polesine, hanno iniziato un serio cammino per diventare una sola cittadina (sarà di 12mila abitanti, meno della nostra Oriago), che potrebbe chiamarsi Civitanova Polesine. Questo perché si sono resi conto che solo soggetti istituzionali di una certa dimensione possono davvero far fronte alle sfide odierne. Immaginate cosa potrebbe significare se un giorno fossimo cittadini di una sola città, magari una Villagranda di Brenta? Certo che se rimaniamo a guardarci l'ombelico....

martedì 6 novembre 2012

 

Vi ricordate quando in campagna elettorale noi lo proponemmo per le nostre stazioni?

Alla comunità di Vittorio Veneto parte della stazione ferroviaria: firmato il contratto di comodato d’uso


Vittorio Veneto (Treviso), 5 novembre 2012 – Una parte consistente della stazione ferroviaria di Vittorio Veneto, aree e fabbricati, sarà utilizzata a servizio della comunità locale per finalità istituzionali e come sede di associazioni. E’ questo il significato del Contratto di Comodato sottoscritto questa mattina tra l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, il sindaco Antonio Da Re e Mauro Nicoletti responsabile Nord Est di Ferservizi per Rete Ferroviaria Italiana.
Il contratto in questione è il secondo stipulato nel Veneto, alla luce dell’intesa tra Regione e RFI sottoscritta nel 2010 per la “restituzione” in uso di edifici ferroviari dismessi e non presidiati.
“Rendiamo un servizio ai cittadini – ha ricordato Chisso – e nello stesso tempo diamo una finalità collettiva a strutture per le quali altrimenti si rischia un rovinoso abbandono, come sempre accade quando l’uomo non presidia più i luoghi della vita e del lavoro e li lascia sé stessi. Per questo abbiamo voluto aprire la porta ad un riutilizzo che sia utile a tutti e sostanzialmente a costo zero”.
In cambio dell’utilizzo in comodato di parte della stazione, infatti, il Comune non pagherà alcun canone, ma si impegna alla manutenzione ordinaria e straordinaria, alle spese di risanamento e a quelle occorrenti per l’uso dei beni. RFI non pagherà dal canto sua il tributo sui rifiuti e le sarà restituite le somme versate al Comune a titolo di IMU. La Regione potrà valutare la possibilità di finanziamenti per la realizzazione di interventi di ristrutturazione, adeguamento e messa a norma degli immobili, interventi che dovranno comunque avere il benestare di RFI.
La consegna degli immobili avverrà mediante apposito verbale sottoscritto da Comune RFI. Il contratto è stato stipulato senza determinazione di durata, fermo restando che per esigenze di servizio RFI potrà chiedere la restituzione di tutti o di parte dei beni ceduti in comodato.
Il comodato riguarda porzione del fabbricato viaggiatori, le aree in adiacenza allo stesso, porzione dell’ex scalo merci e del piazzale interno: spazi che si aggiungono a quelli già in uso al Comune che vi ha realizzato un parcheggio ad uso pubblico.

martedì 30 ottobre 2012

piccoli contributi, grandi segnali...


Martedì 30 Ottobre 2012

Il Gazzettino

«I soldi del gettone di presenza alle famiglie in difficoltà»
Mira. Paolino D’Anna primo firmatario della proposta di delibera che riguarda i consiglieri comunali


Luisa Giantin

Tagli ai gettoni presenza dei consiglieri comunali di Mira.
Paolino D'Anna (PdL) è il primo firmatario di una proposta di delibera di consiglio che prevede la riduzione ad un euro dei gettoni presenza dei consiglieri.
«Una sorta di obolo simbolico - spiega D'Anna - ma necessario perché la legislazione attuale non prevede che i consiglieri comunali di Mira possano partecipare ad assemblee e commissioni gratuitamente».
La proposta di D'Anna è già stata sottoscritta dal capogruppo della lista civica Noi per Mira, Alessio Bonetto, e dai consiglieri del Pd Francesco Sacco, Gabriele Bolzoni e Vilma Minotto.
«La cifra che il Comune risparmierà con questo provvedimento - spiega D'Anna - potrebbe essere destinata ad incrementare le disponibilità del comune al sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà o in svantaggio economico».
Insomma considerato il momento di crisi che attraversa il Paese e la famiglie e la riduzione del trasferimento dallo Stato agli enti locali che poi si trasforma nella riduzione di risorse per i servizi ai cittadini la riduzione è comunque un segnale di responsabilità da parte della politica e degli amministratori locali.
Un segnale quasi simbolico considerato che il gettone di presenza che spetta ai consiglieri comunali di Mira per la partecipazione alle assemblee o alle commissioni è di poco più di 36 euro a seduta.
Una poca cosa rispetto alle retribuzioni che spettano a parlamentari e consiglieri regionali e provinciali e soprattutto a tutte le presidenze dei consigli di amministrazione e società partecipate, ma si tratta di un inizio.
«È comunque un segnale - spiega D'Anna - che la politica deve dare in un momento così difficile per tante famiglie».

 

sabato 27 ottobre 2012

EXTRA OMNES!!!!



Quello che è successo nell’ultima seduta del consiglio comunale non ha precedenti, a nostra memoria: il Consiglio si è tenuto a porte chiuse, in seduta segreta, per discutere di due delibere che riguardavano degli abusi edilizi. Su proposta dei consiglieri PD presenti (erano usciti Sacco e Zaccarin), col voto di diversi consiglieri del M5S e la pusillanime astensione di tutti gli altri Presidente e Sindaco compresi, benché il segretario comunale  avesse più volte ben chiarito che su tali delibere non sussistevano le motivazioni per la segretazione, con l’unico voto contrario del nostro gruppo, per la prima volta, dacché sono in consiglio, si è fatto l’extra omnes per il pubblico e si sono spente le telecamere della Tv presenti in Consiglio e della diretta streaming. Per una maggioranza le cui parole d’ordine sono trasparenza e partecipazione mi pare proprio un bel successo.   E dire che fino a quel momento la seduta era proceduta in un clima disteso e di collaborazione.
Aver fatto segretare una discussione sul tema dell’abusivismo edilizio è il modo migliore per alimentare nei cittadini la convinzione di commistioni poco chiare, di procedimenti poco trasparenti e di dubbie procedure, contribuendo così al discredito dell’Ente. Sprecando il lavoro degli Uffici  che in questo caso era stato coerente e chiaro e come tale andava discusso. 
Perfino la commissione competente, convocata in seduta pubblica, ad un certo punto, sempre senza che sussistessero i motivi, è stata trasformata a porte chiuse, addirittura espellendo il capogruppo del M5S che non fa parte della commissione, ma che può comunque assistere alle sedute a termini di regolamento, così come gli altri capigruppo.
Il movimento 5 stelle si è appropriato della gestione del Consiglio occupando tutte le presidenze, senza, però, porsi il problema, per lo meno, di studiarne il funzionamento. Questo è un modo furbesco di impedirne l’agibilità democratica e di accentrare ulteriore potere sulla giunta. I cittadini si dovrebbero preoccupare di più, se a gestire gli organi democratici del Comune, ci sono persone competenti o meno. Questo è l’ennesimo esempio di una gestione  basata su una dichiarata improvvisazione, più che sull’inesperienza.